lunedì 17 febbraio 2014

Il Cavaliere Oscuro – La trilogia. Batman come nuovo anti-eroe noir

Il buon Marco Gili colpisce ancora!!!
L'esperto di cinema di ADF ci regala un secondo intervento sui cinecomics. Vai Marco, sono sempre ben lieto di averti come mio ospite, se poi avrai voglia di continuare ADF è qui che ti aspetta!

Federico "Fox" Foglietta

IL CAVALIERE OSCURO - LA TRILOGIA
Batman come nuovo anti-eroe
di Marco Gili

La trilogia di Christopher Nolan si distingue da un’ennesima riproposizione del personaggio creato da Bob Kane grazie all’abilità dell’autore di rileggere il mondo del fumetto con il suo inconfondibile stile, tanto che Batman non è neanche più Batman ma una sorta di anti–eroe noir che trascina se stesso e le proprie angosce in una metropoli molto più vicina alle inquietanti architetture del cinema espressionista tedesco. [...]

Il regista britannico infatti realizza l’ambizioso progetto di aggiornare il noir (così come fece già nel suo capolavoro Memento): il senso che sta alla base di tale genere narrativo sin dalle proprie origini è quello di descrivere e lasciare emergere le paure dell’Uomo e della società del proprio tempo, il lato “nero”; “oscuro”, e questo è proprio lo stesso approccio nonché il filo conduttore di tutto il cinema di Nolan.

Bruce Wayne è innanzitutto un uomo, e come tale vulnerabile e tormentato dal senso di colpa ma con l’intuizione di trasformare le proprie paure in una risorsa per combattere il Male: emblematica la scena d’apertura di Batman Begins nella quale vediamo un Bruce bambino che gioca spensierato in un lussureggiante giardino quando all’improvviso cade in un pozzo buio e viene aggredito dai pipistrelli, poi con una grande ellissi lo vediamo risvegliarsi adulto in Tibet con capelli lunghi e barba in piena crisi esistenziale. 

Prima conoscerà se stesso (evidente il luogo del Tibet come simbolo) poi diventerà Batman, ovvero colui che incarna il disagio ma anche la coscienza di un mondo nel quale la criminalità ha oltrepassato ogni limite, senza smettere mai di porsi dubbi su se stesso e ritenendo di voler essere solo una guida per lasciare posto a coloro che secondo lui sono i veri eroi, primo tra tutti l’umile ed incorruttibile commissario Gordon.

Mentre il primo capitolo è incentrato su Bruce Wayne e le nostre paure più arcane e primitive, con il secondo capitolo Il Cavaliere Oscuro si entra nel vivo del tema dell’ insensatezza ed incomprensibilità del Male, rappresentato dall’anarchico Joker (personaggio fulcro dell’intera trilogia) che si serve delle paure del mondo contemporaneo per distruggerlo. 
Batman e Joker utilizzano il disagio con scopi opposti: il primo per salvare l’Umanità e il secondo per annientarla, partendo da due punti di vista altrettanto in antitesi: Joker crede che l’Uomo sia per natura malvagio, mentre Batman crede che sia buono ma che possa diventare malvagio, le conseguenze saranno amare ma confermeranno anche i nobili ideali dell’Uomo Pipistrello.


Con il conclusivo Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno (da vedere nell’ottica del titolo originale The Dark Knight Rises quindi “Il Cavaliere Oscuro risorge”, reso esplicito dall’episodio in cui Bruce risorge da un enorme voragine che funge da carcere per i peggiori criminali al mondo e che ricorda inevitabilmente l’Inferno dantesco) si riprendono le tematiche della città sotto assedio già affrontate nel precedente, con l’aggiunta di una nuova versione della femme fatale: Catwoman e di un antagonista: Bane che ha ben poco da invidiare al suo predecessore Joker, il tutto combinato un’atmosfera forse ancora più in stile Kolossal dei precedenti film e da un intreccio che richiamerà la nostra attenzione sino al primo capitolo.

Oltre all’estetica ormai caratteristica dell’autore e alla sua originale rivisitazione non solo del personaggio ma di un intero universo del fantastico, è notevole il suo sforzo e la sua abilità nel fondere magistralmente le esigenze del pubblico medio, creando un film dall’impatto accattivante e godibile anche solo per puro intrattenimento con le proprie ispirazioni autoriali.

La trilogia del Cavaliere Oscuro, così come Il signore degli Anelli o Hunger Games, potremmo vederla come un immenso Kolossal di circa dieci ore, suddiviso diversi film, a dimostrazione del fatto che il cinema continua ad evolversi, sperimentare e raggiungere sempre nuovi traguardi.

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