lunedì 2 settembre 2013

I primi X-Men. Breve recensione.

Neal Adams è stato un grande autore. 

Questo post non è il luogo adatto per lodarne la carriera ma basta fare un giro su Wikipedia per ammirare tutta la sua fantasmagorica storia di autore di fumetti.

Oggi invece parliamo (male) della miniserie I Primi X-Men scritta e disegnata da Adams ma con un piccolo aiuto di Christos Gage ai dialoghi.

Questa mini, raccolta in un unico volume da Panini Comics, credo che sia una delle peggiori letture che mi siano passate sotto gli occhi nel corso del 2013.

Cercherò di spiegare qui di seguito il perché. [...]

Mi è già capitato in passato di criticare mostri sacri del fumetto mondiale, come ad esempio Frank Miller (ricordate un pezzo abbastanza pesante di Controcorrente?). Per il sottoscritto, se qualcuno scrive una storia brutta, può essere chi desidera ma resta comunque qualcuno che scritto una storia brutta.

Il Neal Adams all'opera su I Primi X-Men è davvero fuori forma, del resto l’età avanza per tutti e non gioca certo a suo favore.
Il suo stile disegnativo è sempre riconoscibile, ma anche i suoi fans più incalliti dovranno ammettere che questo lavoro non brilla certo di trovate grafiche superlative e, a tratti, risulta essere anche abbastanza confusionario.

Altra pecca del vecchio Adams è il voler anche scriverne la trama. Non certo un punto di forza della sua longeva carriera.
Infatti, I Primi X-Men risulta avere una narrazione pessima, approssimativa e molto affrettata.

In una delle più brutte retcon che io abbia mail letto, devo leggere che il concetto base dell’esistenza degli X-Men, anziché essere farina del sacco di Xavier viene in mente a Wolverine. Il quale, con l'aiuto di Victor Creed, si mette a reclutare mutanti per cercare riuscire ad ottenere la famigerata convivenza tra umani e mutanti, proprio come Xavier ha predicato per decenni.

Non solo, sarebbe  proprio grazie all'incontro tra questi due personaggi che Xavier viene spinto verso il suo sogno.
Già basterebbe questo per chiudere l’albo e passare decisamente ad altro.

Non contenti di queste fantastiche idee, Adams e Cage vanno oltre e cosa ti tirano fuori dal cilindro? Che Logan e Sabretooth si odieranno per sempre grazie ai fatti accaduti in questa storia massacrando la continuity (o almeno quello che ne resta) in modo clamoroso in barba a trent'anni di altre storie.

La conclusione risulta essere molto affrettata, scontata e ipocrita. In quattro pagine Xavier, folgorato sulla via di Wolverine, fonda la scuola per giovani dotati, Wolverine si artiglia con Creed e, dopo essersi scolato litri di alcool, decide che è l’ora di finire sotto i ferri di Arma X.

Come detto, l’idea di base è abbastanza terribile nella sua ideazione ed è ancora peggio nella sua realizzazione. 

I Primi X-Men fa a cazzotti con le trame certosine ideate anni fa dal vecchio Claremont
Spero che quest’ultimo si sia fatto delle sonore risate nel leggere questa miniserie. 

Un pastrocchio narrativo spacciato per inutile retcon.

Un brindisi agli amici assenti.

___________________
In questo post ho scritto di:

100% Marvel
I primi X-Men
Testi:  Neil Adams & Christos Gage 
Disegni: Neil Adams
Casa editrice: Panini Comics
Data pubblicazione: Luglio 2013
Prezzo: €12,00





P.S. Ho accuratamente evitato di parlare del Magneto che compare tra queste pagine. Un misto tra Gargamella e il mago Silvan. Incapace di trovare un barbiere decente. 

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