giovedì 13 ottobre 2011

Foollkiller - Il paradiso degli sciocchi

100% Marvel
Foolkiller – Il paradiso degli sciocchi
Testi: Greg Hurwitz
Disegni: Lan Medina
Anno 2009
Panini Comics

Visto il successo del Punisher di Garth Ennis doveva accadere che prima o poi la Marvel cercasse di replicarne i concetti e le ambientazioni. Lo ha fatto mettendo in campo Foolkiller, un vecchio personaggio secondario inventato anni addietro da Steve Gerber.

In principio ci fu una fugace apparizione di questo personaggio sulle pagine di Man-Thing a metà degli anni settanta, poi, nei primi anni novanta lo stesso Gerber ne scrisse una miniserie di dieci numeri (in Italia la trovate pubblicata sulle pagine de Il Punitore della Star Comics). Dopo questa serie, l’Uccisore di sciocchi compare in fugaci apparizioni in serie minori senza mai lasciare traccia di sè.

Poi come detto la Marvel, dato il buon successo di Frank Castle, decide che il nostro personaggio ha tutte le carte in regola per finire sotto i riflettori in chiave matura e sotto l’ala della divisione Max.
Chiamato il giallista Greg Hurwitz a raccontarne le gesta, il personaggio ideato da Steve Gerber subisce una radicale trasformazione. In peggio.

Il vecchio Insanicida (questo per qualche tempo il nome in Italia nelle sue prime apparizioni) era un personaggio oscuro, folle e armato di una pistola capace di distruggere qualsiasi bersaglio. Vestito in modo pacchiano e burlesco non faceva altro che farsi battere dall’eroe di turno ed è sempre rimasto un personaggio leggero, insignificante e di terz’ordine.

Il nuovo e cattivissimo Foolkiller, con il vecchio personaggio c’entra poco e ha in comune solo il nome.
Mi viene da pensare che Hurwitz non si sia dannato l’anima ad adattare al gusto moderno questo vecchio personaggio. Secondo lo scrittore la ricetta era lì, pronta da usare e servita su di un piatto d’argento da Garth Ennis.
Infatti le uniche vere differenze tra il Punitore e Foolkiller sono semplici e banali. Uno porta un teschio in kevlar nel petto, l’altro un tatuaggio di un giullare in entrambe le braccia. Uno usa il mitra e l’altro solo armi bianche. Per il resto, Follkiller sembra a tutti gli effetti la copia esatta del buon vecchio Punisher.

Se i disegni di Medina sono buoni e si lasciano piacevolmente apprezzare, la storia rimane troppo scontata.

Si legge del solito vigilante un po’ folle che se ne frega delle regole e viola sistematicamente la legge per massacrare i malviventi, troviamo tanti squartamenti, tanto sangue e le solite amputazioni che non guastano e vanno tanto di moda.
Gli ingredienti di questo volume purtroppo sono tutti qui.

Si nota purtroppo la volontà di cercare solo la scena con l’effetto sanguinolento, si cerca in troppe occasioni di scopiazzare il personaggio riscritto da Ennis senza aggiungere molto di più.
A differenza dello scrittore inglese, Hurwitz si limita a narrare cose già viste e scene gia raccontate che fanno assomigliare la trama ad una minestrina riscaldata.

Cosa aggiunge Foolkiller: Il paradiso degli sciocchi alle tematiche, alla narrazione noir che il Punitore di Ennis non avesse già detto? Nulla.
Come giudicare quindi Foolkiller: Il paradiso degli sciocchi? Un buco nell’acqua.
Si poteva ottenere molto di più da questo personaggio dal passato insignificante e dal futuro ancora tutto da scrivere.

La Marvel si è limitata a creare la brutta copia di Frank Castle che affetta a colpi di spada i delinquenti. Si è cercato (come già capitato in passato troppe altre volte) solo di replicare un successo di vendite cambiando solo alcuni addendi.
Ma si è toppato. Di brutto.

Follkiller: Il paradiso degli sciocchi è per lettori maturi ma con poche pretese di leggere una storia solida ed originale.

Un brindisi agli amici assenti.



GIUDIZIO IN SINTESI
Storia: 5
Disegni: 6.5
Redazionali: 6
Edizione italiana: 7

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