venerdì 19 novembre 2010

Watchmen - O voi potenti, ammirate la mia opera

Absolute Edition
Watchmen
Testi: Alan Moore
Disegni: Dave Gibbons
Anno 2007
Planeta De Agostini

Capitolo XI
Capitolo delle rivelazioni e delle spiegazioni.
Rorschach e il Gufo fanno irruzione nella fortezza di Ozymandias e finalmente ci viene rivelato l’intricato piano dell’uomo più intelligente del mondo.
Dettaglio dopo dettaglio ci viene rivelato tutto il piano. Ed è un capolavoro.
Per porre fine ad una guerra nucleare ed a una situazione in stallo ormai da decenni è stato necessario mettere a tacere personaggi scomodi come il Comico, esiliare il Dr. Manhattan e far arrestare Rorschach. Ma l’obbiettivo finale è un altro: distruggere mezza New York provocando un evento talmente catastrofico da far cessare ogni ostilità per difendersi da un nemico comune.
Nulla può fermare Ozymandias, i due eroi assistono impotenti alla realizzazione del suo piano diabolico e alla più grande distruzione che il mondo civile abbia mai conosciuto.
Il capitolo si chiude con gli abitanti di New York e la loro piccola esistenza quotidiana, che ci è stata narrata fino alla loro tragica conclusione attraverso la magica prosa di Moore. Le loro vite vengono consumate da una luce bianca accecante. Del resto, le grandi imprese si ottengono con gradi sacrifici.

Citazione capitolo XI
Mi chiamo Ozymandias, re dei re: O voi potenti, ammirate la mia opera, e disperate!” Ozymandias, Percy Bysshe Shelley.

Ozymandias
Adrian Veidt è sempre stato un uomo con una intelligenza sopra la media. La sua esistenza di uomo ricco è stata sempre influenzata da Alessandro il Macedone, morto a trentatrè anni dopo aver conquistato gran parte del modo civile e istituito il massimo luogo d’insegnamento e di conoscenza del mondo antico.
Magistrale personaggio, Veidt si identifica come fiero idealista e portatore della giusta conoscenza che trae ispirazione dai grandi del passato. Altra grande influenza del suo ego è il faraone Ramses II. Da questa mitologia Veidt adotta il nome greco di battaglia, Ozymandias.
Veidt con il suo piano decennale e una costante preparazione cerca di risolvere il problema della guerra in modo definitivo. Ha alzato la contrapposizione tra le due superpotenze mondiali fino al limite della guerra e ha deliberatamente provocato la distruzione di New York allo solo scopo di far unire la razza umana in uno scopo comune, contro un’invasione aliena da un’altra dimensione. Ha deliberatamente massacrato milioni di persone solo per salvarne moltissime altre.
Un problema irrisolvibile si può trattare solo usando una soluzione non convenzionale. Alessandro il Macedone l’aveva compreso più di duemila anni fa a Gordio.

Il nodo di Gordio
Quella del nodo di Gordio è una citazione ricorrente tra le pagine di Watchmen. Veidt né è affascinato a tal punto da esporre nelle sue stanze un dipinto che ne ritrae l’episodio storico. Oltre alla trama principale, la citazione del nodo gordiano la troviamo in altre sfumature più o meno visibili. Mi limito a segnalare che Moore e Gibbons hanno costellato la loro storia con questa citazione fin dalle prime pagine della miniserie. Infatti, le serrature delle porte sono dell’abitazione di Dreiberg e riportano il nome “Gordian Knot Lock” e spesso vengono scassinate, la banda di teppisti che uccide il primo Gufo Notturno sono chiamati “I Nodi” e la conversazione tra il Dr. Manhattan e Laurie si svolge con la vista delle montagne Nodus Gordii del pianeta Marte.

Post precedenti:
Watchmen – Prefazione; Watchmen – A mezzanotte tutti gli agenti; Watchmen – Amici assenti; Watchmen – Il giudice di tutta la Terra; Watchmen – L’orologiaio; Watchmen – Agghiacciante simmetria; Watchmen – Anche l’abisso guarda; Watchmen – Fratello dei draghi; Watchmen – Vecchi fantasmi; Watchmen – L’oscurità del mero esistere; Watchmen – Due cavalieri si avvicinano

Prossimo post:
Watchmen – Un mondo più forte d’amore

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