lunedì 29 novembre 2010

Watchmen - Il film

Watchmen
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: David Hayter e Alex Tse
Cast: Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan, Patrick Wilson.
Anno 2009

Il FilmIn genere non sono particolarmente attratto dagli adattamenti. Che questi siano fumettistici o cinematografici poco importa, tante sono state le mie delusioni in passato. Se una storia funziona a parole scritte non è detta che la stessa abbia l’identico risultato anche su pellicola o all’interno di tavole disegnate. Semplicemente perché ogni mezzo di comunicazione ha le sue caratteristiche che per forza di cose si differenziano da tutti gli altri.
A sostegno del mio pensiero personale ci sono anche le parole di Alan Moore, il quale si è sempre detto contrario a qualsiasi adattamento cinematografico delle sue storie. Lo scrittore e sciamano inglese infatti, ha sempre rifiutato di comparire nei credits di questi film e, già come capitato per From Hell e V for Vendetta, anche in Watchmen il suo nome non compare tra gli autori.
Il regista Zack Snyder è riuscito, dopo anni di progetti rimandati, ha portare su pellicola Watchmen e tutta la sua potenzialità narrativa intraducibile al cinema.
Nonostante le quasi tre ore di durata, il film ha perso tanto in termini di storia, spessore dei personaggi e livelli di lettura. In ogni caso Snyder dirige egregiamente il film cercando di rimanere il più fedele possibile al materiale originale e riuscendo in maniera accettabile a rendere la complessità della trama.
Al contrario di tanti blockbuster hollywoodiani del genere, Watchmen fa passare in secondo piano le scene d’azione e focalizza la propria attenzione sui personaggi, sulle loro vicende umane e sulle loro nevrosi quotidiane. Snyder cerca il più possibile di avvicinarsi alla filosofia della miniserie, a tratti riuscendoci, ma stravolgendo il finale in maniera non soddisfacente.
Da estimatore della miniserie di Moore e Gibbons, il film mi ha fornito sensazioni contrastanti. Durante la sua visione si avvertono la mancanza di passaggi fondamentali per la costruzione della psicologia e la caratterizzazione dei personaggi.
Nella miniserie esistono infatti passaggi narrativi di fondamentale importanza come ad esempio le origini del Dr. Manhattan (L’orologiaio) dove il tempo della narrazione è scandito da Jon stesso. Nel film le scene sono identiche ma quello che cambia invece è il modo di narrare e tutta la situazione risulta lenta e soporifera. Lo stesso ragionamento vale per il discorso tra il Dr. Manhattan e Laurie sul pianeta Marte (L’oscurità del mero esistere). Quello che nel fumetto è uno splendido inno alla vita in un dialogo tra due persone un tempo amanti, nel film non ha lo stesso pathos e la stessa energia dirompente. Ma l’episodio più disturbante sono forse le origini di Rorschach (Anche l’abisso guarda) dove nel film vengono riviste e corrette in maniera troppo veloce e a tratti superficialmente.
Sicuramente uno dei punti di forza del film è la colonna sonora. Come abbiamo visto Alan Moore ha inserito moltissimi riferimenti musicali nella sua storia, e nel film questi riferimenti vengono inseriti ottimamente in punti cardine della trama. Una segnalazione in tal senso merita l’eccellente episodio del funerale del Comico accompagnato da “The sound of Silence” di Simon & Garfakel. Merita un elogio grandissimo anche l’inizio del film con il montaggio sul passato delle maschere accompagnata dalla bellissima “Times they are a-changin” di Bob Dylan.
Gli attori scritturati per recitare i ruoli principali, salvo rare eccezioni, fornisco un’ottima interpretazione dei personaggi. Senza dubbio il più dirompente di tutti è Rorschach (Jackie Earle Haley) che buca lo schermo con la sua personalità e l’ottimo personaggio che incarna.Purtroppo non ho trovato adeguato Matthew Goode nel ruolo di Ozymandias. Credo che il personaggio cardine di tutto Watchmen avrebbe richiesto la presenza di un attore più carismatico del pur bravo Matthew. Ozymandias è il sapere storico incarnato, è l’uomo che si erge sopra tutto e tutti grazie alla sua intelligenza. Goode riesce a farsi odiare solo grazie alla sua supponenza e alla sua faccia da schiaffi.
Il film di Watchmen è un’opera indubbiamente coraggiosa. Produrre e dirigere un lavoro che inevitabilmente verrà paragonato al più bel fumetto finora scritto non è semplice e non certo una sfida che tutti vogliono accettare. Snyder, da vero appassionato della storia di Moore e Gibbons, ha cercato di emulare e di rendere il suo film il più fedele possibile alla storia disegnata.
Alan Moore per scrivere Watchmen, ha attinto a piene mani da quello che è il linguaggio dei comics, ha utilizzato le specifiche tecniche di comunicazione che sono intraducibili con un altro medium. E’ essenzialmente questa la differenza tra i due prodotti. Anche se Snyder ha letteralmente ripreso le inquadrature utilizzate da Gibbons, il risultato che ha ottenuto non è uguale. Il pathos che si respira tra le pagine della miniserie non riesce a trasparire sulla pellicola. Il film, nonostante tutto, non è certo brutto e si lascia vedere abbastanza bene ma alla fine non convince fino in fondo. Sicuramente verrà apprezzato molto di più da chi non ha letto la miniserie da cui è tratto.
La forza della narrazione di Alan Moore e la maestria di rappresentazione di Gibbons sono più efficaci di qualunque altro linguaggio.

Post precedenti:Watchmen – Prefazione; Watchmen – A mezzanotte tutti gli agenti; Watchmen – Amici assenti; Watchmen – Il giudice di tutta la Terra; Watchmen – L’orologiaio; Watchmen – Agghiacciante simmetria; Watchmen – Anche l’abisso guarda; Watchmen – Fratello dei draghi; Watchmen – Vecchi fantasmi; Watchmen – L’oscurità del mero esistere; Watchmen – Due cavalieri si avvicinano; Watchmen – O voi potenti, ammirate la mia opera; Watchmen – Un mondo più forte d’amore

Prossimo post:Watchmen – Postfazione

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