martedì 2 novembre 2010

Watchmen - Fratello dei draghi

Absolute Edition
Watchmen
Testi: Alan Moore
Disegni: Dave Gibbons
Anno 2007
Planeta De Agostini

Capitolo VII
Capitolo introspettivo dedicato a Dan Dreiberg, il secondo Gufo Notturno.
In questo episodio si intravede una sorta di rinascita della speranza dopo tante pagine di lutti e tragedie.
Dan Dreiberg, uomo ricco e facoltoso, non si sente più vivo da quanto il famigerato Decreto Keene ha messo fuori legge tutti gli eroi in maschera.
Personaggio creato sulla falsa riga di Batman, il Gufo Notturno, vive la propria esistenza pensando solo al passato e a ciò che era. Dreiberg si limita a sopravvivere giorno dopo giorno e reprime dentro di sè tutto il pessimismo verso una carriera da eroe nata dal desiderio di volare imitando gli uccelli rapaci.
Ci penserà Laurie Juspeczyk, la seconda Spettro di Seta, ha risvegliare in Dan la sua passione e la voglia di tornare a solcare i cieli con la sua navicella. E’ sufficiente un piccolo salvataggio di persone da un edificio in fiamme per far eliminare ogni dubbio sulla missione del Gufo Notturno. Dan è nato per questa vita, non sa fare altro. Il mondo ha bisogno degli eroi in maschera e del loro sacrificio. Ma quale sarà il prezzo da pagare?
Per ora, la missione del Gufo e di Spettro di Seta è quella di liberare Rorschach e scoprire chi è il misterioso killer delle maschere.

Citazione capitolo VII
“Sono divenuto fratello dei draghi e compagno dei gufi. La mia pelle si è annerita, mi si stacca e le mie ossa bruciano dall’arsura” Giobbe, 30, 29-30.

Watchmen e la metafora
Alan Moore è sempre stato affascinato dalle potenzialità della narrazione e ha cercato in molte circostanze di sperimentare nuove strade senza mai fermarsi dopo nessun possibile traguardo raggiunto. Come già scritto, Watchmen possiede una moltitudine di chiavi di lettura, e le sue pagine sono piene di rimandi e inside jokes e risulta veramente impossibile citarle tutte.
Una di queste chiavi è la metafora della storia del fumetto americano con la quale Moore ha voluto giocare e divertirsi.
Le date presenti in Watchmen hanno collegamenti diretti con la storia editoriale americana. Infatti, nel preciso background di Watchmen, il primo gruppo di vigilanti ufficiale chiamato Minutemen compie il suo esordio nel 1939, anno in cui nacquero i primi fumetti di supereroi. Sono di quel periodo, chiamato Golden Age, gli esordi editoriali dei vari Superman, Batman, Wonder Woman e Flash che ancora oggi fanno parte del nostro immaginario collettivo. Da notare, che oltre alla succitata data corrispondono a quel preciso periodo anche le tematiche semplici e ingenue che caratterizzano i componenti dei Minutemen.
Gli esordi della seconda squadra di Watchmen, i Crimebusters, risalgono al 1966, in piena Silver Age. In questo periodo il fumetto supereroistico ebbe la sua seconda e definitiva esplosione grazie agli eroi della Marvel creati da Stan Lee e Jack Kirby.
Gli eroi di Lee e Kirby si imposero all’attenzione del pubblico grazie al famoso motto “supereroi con superproblemi”. Infatti, se prima dell’avvento dell’Uomo Ragno gli eroi dei comics erano invincibili e senza macchia ora questi personaggi sono decisamente più umani. Uno dei molti pregi degli eroi della Marvel è quello di avere avuto la grande capacità di inserire nelle loro pagine tematiche vicine alla stretta attualità del periodo, come per esempio la corsa alla conquista dello spazio e il timore verso le radiazioni. Alan Moore richiama questa paura verso il nucleare e delle sue possibili conseguenze, creando il personaggio del Dr. Manhattan e insinuando il dubbio che la sua presenza possa causare il cancro alle persone che gli stanno accanto.
Una ulteriore metafora la si riscontra nell’emanazione del Decreto Keene vissuto direttamente dai personaggi principali di Watchmen. Anche se le date non corrispondono, Alan Moore cita l’avvento del Comics Code che decretò la fine dei fumetti editi dalla EC Comics.
La EC Comics nei primi anni ’50 era la vera dominatrice del mercato grazie all’avvento dei fumetti di fantascienza e horror. L’ascesa di questa casa editrice fu bloccata dal discutibile volume “Seduction of the innocent” dello psicologo Fredric Wertham del 1954.
In sintesi, la tesi principale del libro era che alla lettura di fumetti (di per sé già diseducativa in quanto esterni alla tradizione letteraria delle istituzioni formative) che al loro interno rappresentano una esibizione di modelli comportamentali non conformi alla società, dovesse necessariamente corrispondere l’insorgere di atteggiamenti psicopatologici.
Un saggio pieno di assurdità e tesi scritte in pieno clima di caccia alle streghe che ebbe come risultato immediato l’avvento del Comics Code che edulcorò totalmente i comics a tal punto da far cessare completamente le pubblicazioni della EC Comics.
In omaggio a questa gloriosa e infausta casa editrice, Moore inserisce all’interno delle pagine di Watchmen, attraverso un abile espediente narrativo “I racconti del Vascello Nero”, un fumetto scritto da Joe Orlando edito proprio dalla EC Comics.

Post precedenti:
Watchmen – Prefazione; Watchmen – A mezzanotte tutti gli agenti; Watchmen – Amici assenti; Watchmen – Il giudice di tutta la Terra; Watchmen – L’orologiaio; Watchmen – Agghiacciante simmetria; Watchmen – Anche l’abisso guarda;

Prossimo post:
Watchmen – Vecchi fantasmi

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