martedì 12 ottobre 2010

Watchmen - Il giudice di tutta la Terra

Absolute Edition
Watchmen
Testi: Alan Moore
Disegni: Dave Gibbons
Anno 2007
Planeta De Agostini

Capitolo III
Le cose iniziano a precipitare.
Protagonista indiscusso del terzo capitolo è il Dottor Manhattan. Un serie di eventi mettono in discussione il rapporto di coppia tra il nostro azzurro eroe e Laurie Juspeczyk, la seconda Spettro di Seta.
Tutto sembra ricondursi dall’evoluzione del dottore ormai incapace di gestire la sua umanità e i suoi poteri illimitati dal carattere onnipotente. Chi è il Dottor Manhattan? Un semplice uomo dai grandi poteri o a tutti gli effetti è ormai diventato una divinità?
La situazione si aggrava dopo che un giornalista svela in diretta tv che il Dottor Manhattan è la causa di diversi tumori che hanno colpito persone che nel tempo hanno vissuto a stretto contatto con lo stesso dottore. Tra questi c’è anche la sua prima compagna, Janey Slater. Lo stress, i riflettori dei media e le accuse infamanti convincono il Dottor Manhattan ad auto-esiliarsi su Marte lontano da tutto e tutti. Alla fine il secondo eroe è stato tolto dalla scena. Una scena che si fa quanto mai pericolosa dato che il Dottor Manhattan era l’arma suprema degli Stati Uniti per tenere sotto scacco l’Unione Sovietica.

Citazione capitolo III
Forse il giudice di tutta la Terra non praticherà la giustizia?” Genesi 18, 25

Dottor Manhattan
Ma chi è il Dottor Manhattan? Alan Moore attraverso l’utilizzo di questo magistrale personaggio analizza come si può trasformare un uomo che detiene poteri divini.
Il Dottor Manhattan vive in mezzo agli uomini ma non li percepisce più come tali, ha perso la cognizione del tempo e dello spazio. Per lui non esistono più le regole della natura, è ormai oltre a tutto questo, è una divinità dai poteri illimitati. La sua psiche tutta via, conserva ancora tracce di umanità, ma questa è sempre più labile e sempre meno appariscente e deviata.
Nell’economia della trama il Dottor Manhattan è fondamentale. Infatti nel corso degli anni la sua presenza è stata l’arma principale per gli Stati Uniti per vincere la guerra del Vietnam e, soprattutto la sua presenza garantisce la supremazia del Presidente Nixon contro il blocco sovietico, garantendo una fase di stallo tra le due superpotenze.
Appena il dottore si auto-esilia su Marte la situazione precipita. Gli Stati Uniti perdono l’arma suprema, l’Unione Sovietica invade l’Afghanistan e la guerra nucleare è alle porte.

Dottor Manhattan e Determinismo
L’utilizzo e lo sviluppo della psiche del Dottor Manhattan avvicina il personaggio verso la filosofia del Determinismo e all’analogia con l’orologiaio. Uno dei dogmi fondamentali del cristianesimo sostiene che Dio è onnisciente e onnipotente, e che ogni azione umana è preordinata da Dio. Il corrispettivo teologico determinista sembra escludere l’esistenza del libero arbitrio. Infatti, il determinismo esclude qualsiasi forma di casualità nelle cose ed individua una spiegazione di tipo fisico per tutti i fenomeni, riconducendola alla catena delle relazioni causa-effetto. In Watchmen, per rafforzare questo concetto Alan Moore ci descrive che Jon Osterman, prima di diventare il Dottor Manhattan e quindi una sorta di divinità, è cresciuto facendo l’orologiaio. Il Dottor Manhattan non percepisce nulla sopra di lui, nessuna intelligenza superiore che può superare la sua entità onnisciente.
Il simbolo dell’orologio ritorna ossessivo all’interno delle tavole disegnate in molte scene di Watchmen. La più visibile e sicuramente la più importante ossessione dell’orologio compare nella copertina di tutti e dodici albi e scandisce un inesorabile conto alla rovescia che nell’ultimo capitolo toccherà la mezzanotte.
Il meccanismo è in funzione e i tasselli stanno andando al loro posto. La fine è vicina.

Post precedenti:
Watchmen – Prefazione; Watchmen – A mezzanotte tutti gli agenti; Watchmen – Amici assenti

Prossimo post:
Watchmen – L’orologiaio

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