giovedì 7 ottobre 2010

Watchmen - Amici assenti

Absolute Edition
Watchmen
Testi: Alan Moore
Disegni: Dave Gibbons
Anno 2007
Planeta De Agostini

Capitolo II
Capitolo dedicato interamente al personaggio del Comico e ai suoi funerali. Attraverso una complicata e affascinante trama composta da tanti flashback che ci proiettano tra passato e presente, tutti i protagonisti di Watchmen rivivono gli episodi vissuti in compagnia del Comico. Un personaggio odiato da quasi tutti e con troppi segreti nascosti.
In questo capitolo iniziamo ad avere squarci di quello che sarà l’atmosfera di tutta la vicenda. Alan Moore getta le basi anche per gli sviluppi futuri utilizzando i ricordi dei protagonisti, uno su tutti il Dottor Manhattan, azzurro personaggio troppo vicino ad essere un Dio e uno degli attori principali di tutta la vicenda.
Il Comico sapeva dell’esistenza di un progetto, forse per questo motivo è stato brutalmente ucciso. Un progetto orchestrato da qualcuno che nel corso degli anni sta pianificando qualcosa che non prevede la presenza degli eroi in maschera anche se risultano essere fuori legge dal discusso Decreto Keene.

Citazione capitolo II
E sono sveglio mentre l’alba si avvicina, anche se il cuore mi fa male. Dovrei fare un brindisi agli amici assenti invece che a questi comici”. Elvis Costello, The Comedians, Goodbye Cruel World, 1984.

Memoria
Il titolo Watchmen prende spunto dalla frase “quis custodiet ipsos custodes” di Giovenale (VI Satira, “Contro le donne””, 60-127 d.C, circa) che in inglese è molto simile a “Who watches the watchmen?” frase che appare come graffito nelle strade di New York dopo l’approvazione del discusso Decreto Keene che sancì la fine degli eroi mascherati.
Esattamente come Giovenale, che nella civiltà romana attraverso i suoi versetti mostrava i vizi della società in cui viveva, così Alan Moore con Watchmen analizza ed estremizza i vizi e le contraddizioni degli eroi in maschera, mettendone sotto i riflettori i tanti problemi personali e i traballanti rapporti con la società moderna.
La memoria è uno dei passi fondamentali di tutto Watchmen. Questa è utilizzata da Moore sia per idealizzare il passato ma anche per brutalizzare la figura del supereroe di turno. In questo capitolo infatti, attraverso l’uso continuo dei flashback, conosciamo come il Comico abbia cercato di violentare la prima Spettro di seta sua compagna di squadra nei Minutemen, e non abbia per nulla esitato ad uccidere una donna incinta dopo un diverbio in una bettola vietnamita.

Il Comico
Edward Blake, il Comico, è un personaggio chiave di tutto Watchmen. Anche se viene ucciso all’inizio del primo capitolo, nel corso della trama viene riproposto alla nostra attenzione attraverso l’uso dei tanti flashback. Blake è l’eroe più conosciuto di tutto il mondo di Watchmen, creato da Moore con la chiara ispirazione a Capitan America, il Comico è tutto quello che non rappresenta il personaggio con lo scudo che indossa i colori della bandiera americana.
Eroe di guerra del secondo conflitto mondiale, il Comico diventa con il passare del tempo agente governativo e partecipa alla guerra del Vietnam.
Indossando anche lui i colori della bandiera statunitense, il Comico rappresenta l’America più corrotta e meschina, è l’agente perfetto per svolgere il lavoro sporco per il governo degli Stati Uniti.
La forza di Watchmen è la caratterizzazione dei propri personaggi. Alan Moore, attraverso un’analisi psicologica minuziosa, riesce a conferire a tutti i protagonisti una profondità stupefacente, riuscendo a rendere ogni figura credibile e fin troppo realistica. I nostri protagonisti non sono più eroi, sono solo persone tragicamente umane. Dimenticatevi gli eroi perfetti e spensierati degli anni sessanta. Qui ci sono solo manie, ossessioni, persecuzioni personali, disincanto e tanti, troppi, scheletri nell’armadio.
Del resto, siamo negli anni ottanta in clima di Guerra Fredda. E’ arrivata l’ora di crescere.

Post precedenti:
Watchmen – Prefazione; Watchmen – A mezzanotte, tutti gli agenti

Prossimo post:
Watchmen – Il giudice di tutta la terra

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