martedì 24 agosto 2010

La seduzione degli innocenti

Navigando in rete alla ricerca di qualche buona news lontano da quella pattumiera che chiamano Tg1 e dal suo Direttore (?) Minzolini, mi sono imbattuto su questo articolo a firma di Emanuela Di Pasqua pubblicato dal sito http://www.corriere.it/.
Sulle prime sono rimasto interdetto e mi sono chiesto come è possibile che un sito autorevole come quello del Corriere della Sera pubblichi un articolo così superficiale e pieno di grossolane inesattezze.
Dopo un’analisi più attenta, e dopo aver visionato la ricerca della dott.sa Sharon Lamb, ispiratrice dell’articolo in questione, si intuisce che la Di Pasqua si è limitata a riportare le discutibili tesi della Lamb senza aver fatto un minimo di ricerca sull’argomento.
Lo studio della Lamb ha purtroppo come impostazione le stesse che produssero il discutibile volume Seduction of the innocent dello psicologo Fredric Wertham del 1954.
In sintesi, la tesi principale del libro era che la lettura di fumetti (di per sé già diseducativa in quanto esterni alla tradizione letteraria delle istituzioni formative) che, al loro interno rappresentano una esibizione di modelli comportamentali non conformi alla società, dovesse necessariamente corrispondere l’insorgere di atteggiamenti psicopatologici.
Naturalmente, lo studio della Lamb non avrà lo stesso devastante impatto del libro di Wertham ma è un segnale preoccupante di come è facile scaricare le colpe su di un medium piccolo e fragile come il fumetto, evitando di vedere seriamente quali siano le colpe dei mass-media di fruizione decisamente più immediata nell’imbarbarimento della nostra società moderna.
Siamo davvero sicuri che il rischio sia solo quello che i nostri ragazzini si ritrovino a leggere fumetti di eroi non più senza macchia? Non è forse peggio sapere che quei ragazzini non leggono più nemmeno i fumetti? E’ più diseducativo leggere delle storie degli X-men e la loro lotta contro il razzismo o vedere programmi Tv pseudo-reali di discutibile qualità che penetrano ogni giorno nelle nostre case e che impongono modelli comportamentali decisamente diseducativi per un adolescente?
Quello che la scrittrice dell’articolo forse ignora è che l’industria del fumetto ha subito e sta subendo in questi anni un grosso ridimensionamento delle vendite. Questo ovviamente è dovuto in larga parte allo sviluppo dell’era digitale e all’ormai uso quotidiano delle consolle videoludiche.
Nella ricerca predomina purtroppo la superficialità d’analisi e speravo che la Di Pasqua scrivesse almeno una riga di critica senza prendere tutto per oro colato.
Ma possibile che la nostra giornalista commetta lo stesso errore di Wertham e non immagina che le storie a fumetti sono influenzate dalla realtà e non il contrario? Nonostante ci siano strani omini in calzamaglia che spiccano il volo, le storie sono quasi sempre ispirate a fatti reali. Esattamente come accade negli altri massmedia.
Se, come scrive la dott.sa Lamb, il pericolo è che i nostri bambini crescano con valori sbagliati forse dovremmo evitare di farli rincoglionire davanti al Grande Fratello e fargli leggere una buona storia a fumetti o un buon libro.
Fidatevi, non c’è niente di meglio per far stimolare la loro fantasia.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo post, complimenti!
O.

Francesca Bellucci ha detto...

Sono pienamente d'accordo con te!!!!!

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...