venerdì 2 luglio 2010

Morte e rinascita di un simbolo

Marvel Omnibus
La morte del sogno
Testi: Ed Brubaker
Disegni: AA.VV.
Anno 2009
Panini comics
Originariamente pubblicata su Thor nn°78-104

E’ vero.
Come sempre accade nell’universo Marvel, nessun personaggio muore davvero.
Tutti (o quasi) i personaggi della Casa delle Idee che sono passati sotto la falce della Sinistra Mietitrice, prima o poi sono risorti grazie ai magici poteri del marketing, ma anche grazie alla voglia di qualche autore di raccontarne le gesta avventurose.
Una di queste morti eccellenti è toccata qualche anno fa a Capitan America.
Non è stata una morte come tante altre, ma è stata la morte di un’icona, il simbolo di un intero paese avvenuta come epilogo di Civil War, il più bel cross-over Marvel di tutti i tempi.
Bisogna essere decisamente degli ottimi scrittori per riuscire a cogliere lo spirito di un personaggio che porta addosso i colori della bandiera americana. Bisogna avere grandi doti di narrazione per rendere vivo, tridimensionale e credibile un personaggio che trasuda propaganda con la sola presenza del suo scudo.
Fortunatamente Ed Brubaker è un ottimo autore.
Quando Steve Rogers muore siamo all’epilogo dello scontro della guerra civile tra supereroi dove Cap è il leader della resistenza contro il Governo. Il quale, agli occhi di Rogers, ha tradito lo spirito di una intera nazione con l’emanazione di una discussa legge.
Cap sarà il martire, l’esempio, il campione sacrificato per diventare leggenda. Ucciso in mezzo alla folla con un colpo di pistola.
Come spesso accade la storia di questa avventura prende spunto dal contesto sociale che si viveva in America in quegli anni. Nel mondo reale gli Stati Uniti stavano conoscendo gli orrori della guerra in Iraq e gli scandali delle torture ai prigionieri, gli americani stavano assistendo alla declino di un Presidente, George Bush, sempre più in mano alle multinazionali del petrolio e portatore di quella crisi finanziaria che lo stesso governo aveva aiutato a creare.
Caos dunque, ma anche guerra, povertà e morte.
Tutto questo viene riflesso anche sull’universo Marvel dove l’icona americana per eccellenza deve morire per mano di una persona amica, dove questo evento porterà al caos, all’Invasione e infine al Regno Oscuro.
Si sapeva che prima o poi la Marvel avrebbe riportato in scena il Capitano, non importa come ritornerà dalla morte, quello che importa è come impatterà sulla realtà Marvel alla prese con il rigido controllo di Norman Osborn (personaggio dal passato criminale e nebuloso) che ha in mano la sicurezza della nazione e tutti i media governativi.
E’ sufficiente un misero colpo di pistola per uccidere una leggenda vivente e la sua incarnazione di ideali di una intera nazione?
Può un Dark Reign oscurare la rinascita di un sogno?
Lo spunto dalla realtà dell’attuale universo Marvel lo trovo veramente azzeccato. Magari certe situazioni saranno involontarie, anche se lo dubito fortemente visto che viviamo sempre di più in una realtà fortemente globalizzata.
Norman Osborn, passato misterioso tutto da chiarire, maniacale nella cura dell’immagine, impeccabile nel suo rapporto con i media, spietato con gli avversari e fedele alleato con chi si unisce alla sua causa. Vi ricorda qualcuno?
Nell’universo Marvel la Rinascita è iniziata.
Da noi la stiamo ancora aspettando.

GIUDIZIO IN SINTESI
IStoria: 8.5
Disegni: 7.5
Redazionali: 7
Edizione italiana: 8

P.S. Free Blogger. Disobbedire per informare.

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