venerdì 21 maggio 2010

The Boys

100% Cult Comics
The Boys nn°1-5
Testi: Garth Ennis
Disegni: Darick Robertson
Anni 2008-2010
Panini Comics

I ragazzi sono tornati in città.
Ci sono tutte le premesse per leggere una buona serie.
La prima, e sicuramente la più importante, è che la serie The Boys è scritta da uno dei miei autori preferiti, quel Garth Ennis che ha saputo deliziarmi con The Preacher, The Punisher e tante altre storie al limite della censura. La seconda premessa è il fatto che lo scrittore scozzese ha totale carta bianca sulle tematiche da affrontare. La terza premessa è che Garth odia da sempre i supereroi.
Aggiungete a tutto questo che la serie è pubblicata oltreoceano dalla Dynamite, piccola casa editrice indipendente, dopo essere stata rigettata dalla DC Comics come serie eccessivamente dissacrante e perversa verso la figura dei supereroi.
In The Boys i superumani sono in costante aumento e, dietro una facciata appositamente costruita dalle multinazionali che li sponsorizzano, sono letteralmente fusi di testa.
Con poteri quasi invincibili, successo e fama internazionale i superumani non difendono il prossimo e non ci pensano nemmeno lontanamente ad immolarsi per la libertà. Su queste pagine il superpotere logora e queste persone si ergono a entità superiori che non hanno più nulla in comune con gli esseri inferiori della razza umana.
Dietro la facciata del perbenismo i supereroi non hanno timore di massacrare innocenti e organizzare mega orge, non hanno paura di nulla. Si ritengono invincibili.
Ma come ho scritto, i ragazzi sono tornati in città.
I Boys infatti, sono la soluzione della CIA al problema superumano.
Attraverso l’uso di droghe che ne potenziano in fisico, i Boys non hanno remore ad utilizzare ricatti, minacce e omicidi per cercare di fermare e mettere un freno ai superumani. Attraverso i loro occhi siamo trascinati all’interno di un universo narrativo veramente crudele e fin troppo allucinato.
Quello che spicca nella narrazione di The Boys è sicuramente la trama e le situazioni dissacranti al limite del grottesco. Ennis si diverte a tratteggiare una realtà estremamente cinica e brutale in cui si muovono i nostri personaggi. Passiamo da situazioni toccanti e rivoltati allo stesso tempo, a storie dissacranti e splatter, capaci di finire in scene di crudo realismo. Tutto questo senza mai finire oltre le linea immaginaria del cattivo gusto.
L’aspetto grafico è in mano a Darick Robertson, che si ricorda per il suo Transmetropolitan di qualche anno fa.
Darick ci mette molto del suo nelle scene cariche di humor nero e trovo che sia adattissimo alla trama, ma personalmente non mi ha mai convinto più di tanto il suo tratto sporco e con pose spesso troppo caricaturali.
The Boys ha avuto della sua ottime premesse, che purtroppo non sono state fino ad ora mantenute.
Chi scrive aspetta dalla serie il salto di qualità che fino ad ora è un pò mancato.
Intendiamoci, The Boys è una lettura più che piacevole, ma che scorre via piatta senza tanti sussulti. La trama ha ottime trovate e spesso a tratti è originale, ma a mio giudizio, manca ancora qualcosa per dire tranquillamente che The Boys è un’ottima lettura.
Ho fiducia in Ennis e nella sua sistematica distruzione del mito del supereroe. Sono sicuro che nei prossimi volumi la serie partirà a razzo.

GIUDIZIO IN SINTESI
Storia: 6.5
Disegni: 6
Redazionali: 6.5
Edizione italiana: 7

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