mercoledì 14 aprile 2010

X-Men Deluxe 178

X-Men Deluxe 178
Testi: AA.VV.
Disegni: AA.VV.
Febbraio 2010
Panini Comics

Lo ammetto, sono in ritardo con le mie letture di un paio di mesi.
Ho letto solo da poco X-Men Deluxe 178 e mi ha lasciato piacevolmente soddisfatto.
Scendendo nel dettaglio delle quattro storie che sono pubblicate in questo numero, le più interessanti sono senza dubbio quelle di X-Force e X-Factor.
Le due storie dedicate agli X-Men tratte dalla miniserie X-Infernus zoppicano tragicamente per colpa di una trama senza capo né coda dove la protagonista, Illyana Rasputin, si trova nella disperata ricerca della sua anima perduta. L’unica nota positiva sono sicuramente i disegni dell’italianissimo Giuseppe Camuncoli, autore di una discreta prova ma che però non raggiunge livelli qualitativi che gli ho visto toccare in altre sue produzioni.
Tralasciando Infernus, le altre due storie invece sono una buona lettura.
X-Force presenta una storia controversa ma intrigante negli sviluppi finali che lascia quanto meno l’amaro in bocca. Graig Kyle e Chris Yost, gli scrittori regolari di questa serie, premono come sempre decisamente sull’acceleratore dell’azione ma alla fine lasciano il lettore dubbioso sulle scelte fatte dai personaggi coinvolti, su tutti Ciclope.
Il nostro Summers mai è stato così determinato e deciso come in questi ultimi tempi e le sue scelte di sacrificare pedine minori per una visone più ampia della guerra lasciano quanto meno interdetti.
Non posso non menzionare i bei disegni di Clayton Crain sempre più a suo agio con i toni molto cupi delle trame. Se all’inizio il suo tratto pesantemente elaborato al computer mi lasciava indifferente, ora sta raffinando la sua tecnica e lo trovo pulito e molto più deciso nel rifinire le sue tavole. Attendo fiducioso Messiah War.
Ottima anche la storia di X-Factor, ma questa non è una novità.
Se le tavole di Valentine De Landro sono molto più classiche e decisamente dalla costruzione più semplice di quelle di Crain, non si può dire lo stesso delle trame di Peter David.
Tra la commedia e l’avventura classica, le storie di David si leggono che è un piacere. Ricche di colpi di scena (su tutte la sottotrama del figlio di Madrox), mese dopo mese i personaggi hanno ormai raggiunto una loro dimensione psicologica attraverso dialoghi sempre brillanti e mai inutili. Sfruttando la sua grande esperienza, David ha seminato in questi mesi svariate sottotrame che in questi numeri sta facendo evolvere con la sua consueta maestria.
Se Layla Miller “sa molte cose” il lettore brancola piacevolmente nel buio e si lascia trasportare volentieri tra i problemi personali di Madrox e dei suoi compagni.
Consigliato.

GIUDIZIO IN SINTESI
Storie: 7
Disegni: 7
Redazionali: 6
Edizione italiana: 6

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