lunedì 15 marzo 2010

Se questo è Miller...

All Star Batman
Testi: Frank Miller
Disegni: Jim Lee
Giugno 2009
Planeta De Agostini

Veramente perplesso.
Questo ho pensato quanto ho terminato la lettura di questo volume. Dopo All Star Superman, libro superlativo, mi aspettavo una riscrittura del personaggio di Batman, non dico ai quei livelli, ma molto vicina.
Le premesse c’erano tutte, Frank Miller ai testi e Jim Lee ai disegni, una nuova interpretazione dei personaggi in virtù del fatto tutto si svolge in una realtà alternativa al consueto Universo DC.
Puntualizzando che il progetto iniziale di questa Collana All Star prevede 18 uscite e nel volume in questione sono stampate le prime 9, quello che lascia con l’amaro in bocca è sicuramente la trama e la psicologia spesso assente o deviata dei personaggi coinvolti.
Eppure come dicevo, ai testi abbiamo Frank Miller.
Com’è possibile che dopo il meraviglioso ciclo storico di Daredevil, dopo Batman: Year one, dopo Dark knight Returns e dopo Sin City (solo per citarne alcuni) Miller possa aver scritto una cosa così?
Siamo di fronte all’apoteosi dell’esagerazione, dell’assurdo e delle situazioni al limite del ridicolo e del grottesco. Come la sua testata gemella All Star Superman, il tutto è influenzato dagli anni ’60, e più precisamente dal batman di Adam West della mitica serie televisiva, ma in questo caso se ne perde tutta la meraviglia e il senso di stupore.
Solo per fare un terribile esempio qui abbiamo un Batman schizofrenico che non esita a rinchiudere la sua spalla Robin nella sua caverna, e costringere il ragazzo a procurarsi il cibo arrangiandosi da solo e quindi a far fuori qualche topo o pipistrello.
Abbiamo un Batman che per tutto il volume non fa altro che saltare per tetti e dire quanto è cattivo o “cool”. Dobbiamo assistere a situazioni paradossali (ad esempio Black Canary vestita in corsetto di pelle e calze a rete che lavora in una bettola di terz’ordine e stranamente la molestano) e episodi che rasentano la comicità involontaria (dove il dinamico duo incontra Green Lantern in una stanza gialla, sorseggiando una bibita gialla, verniciati anche loro di giallo!!!).
L’unica nota positiva del volume rimane la caratterizzazione del Joker, sempre folle, ma che risulta decisamente meno assurdo rispetto ad altri personaggi che dovrebbero essere i buoni.
Per la parte grafica Jim Lee fa sempre la sua parte con ottime tavole dinamiche e, come al solito, riesce a rappresentare con molta efficacia sia le pupe vestite in maniera discinta, sia le varie scene d’azione.
Il disegnatore coreano comunque anche questa volta non eccelle con l’anatomia umana e pecca esagerando nelle pose assurde e impossibili dei personaggi.
Aspettando la seconda parte (non meno di tre-quattro anni vista la lentezza delle uscite americane che ha contraddistinto i primi nove albi), direi che si può solo migliorare o altrimenti avremo una delle storie di Batman più disastrose di tutti i tempi nonostante che hai testi ci sia un mostro sacro come Frank Miller.

GIUDIZIO IN SINTESI
Storia: 3
Disegni: 7
Redazionali: 7
Edizione italiana: 8


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